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Linee guida per l’introduzione dell’AI a scuola

Linee guida MIM per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle Istituzioni scolastiche (v.1.0, 2025): un’analisi per le scuole secondarie di secondo grado

Sezione intitolata “Linee guida MIM per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle Istituzioni scolastiche (v.1.0, 2025): un’analisi per le scuole secondarie di secondo grado”

Questa pagina riassume e interpreta i contenuti del documento ministeriale “Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle Istituzioni scolastiche – Versione 1.0, 2025”, con rinvii puntuali ai relativi paragrafi.1


Le Linee guida del Ministero dell’istruzione e del merito (MIM) per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale (IA) nella scuola delineano un quadro di principi, requisiti e processi operativi finalizzato a promuovere un’adozione antropocentrica, equa, sicura e conforme alla normativa vigente. Il documento definisce, da un lato, obiettivi strategici (miglioramento degli apprendimenti, inclusione, efficienza amministrativa, qualità dei servizi) e, dall’altro, obblighi e cautele connesse ai diversi livelli di rischio dei sistemi di IA, in particolare quando impattano su accesso, valutazione e monitoraggio in ambito educativo. Il modello proposto – basato su quattro pilastri (principi, requisiti, framework di implementazione, comunicazione e governance) – si concretizza in un ciclo in cinque fasi (definizione, pianificazione, adozione, monitoraggio, conclusione), accompagnato da focus applicativi per i principali destinatari (dirigenti, personale amministrativo, docenti, studenti) e da misure di mitigazione dei rischi. Per le scuole secondarie di secondo grado, ciò implica una regia pedagogica e organizzativa capace di integrare le opportunità dell’IA con il rispetto dei diritti fondamentali, della protezione dei dati e della libertà di insegnamento, valorizzando la responsabilità professionale dei docenti e l’alfabetizzazione all’IA dell’intera comunità scolastica.2,3


Le Linee guida nascono all’incrocio di indirizzi internazionali, europei e nazionali, in una fase in cui gli impieghi educativi dell’IA accelerano, ma richiedono governo pubblico, trasparenza e garanzie.4 Il testo richiama, tra l’altro:

  • il Regolamento europeo sull’Intelligenza Artificiale (AI Act), con i relativi considerando e gli obblighi per fornitori e deployer (le istituzioni scolastiche utilizzatrici), con particolare attenzione ai sistemi ad alto rischio in ambito educativo (accesso/ammissione, assegnazione, valutazione degli apprendimenti, monitoraggio dei comportamenti durante le prove);56
  • la Raccomandazione UNESCO sull’etica dell’IA (2021) e gli Orientamenti etici della Commissione europea sull’uso dell’IA e dei dati nell’insegnamento e apprendimento per i docenti;78
  • la Strategia italiana per l’IA 2024–2026 e il disegno di legge nazionale in materia di IA;9
  • il GDPR e la disciplina italiana di protezione dei dati personali (con cenni agli atti e ai provvedimenti del Garante), in particolare per i minori, considerati interessati vulnerabili.10

In questo contesto, il Ministero fissa principi, requisiti e strumenti per un’adozione strutturata, controllata e rendicontabile dell’IA in ambito scolastico, con monitoraggio centrale tramite la piattaforma Unica.11


2. Strategia e obiettivi: un’IA al servizio della qualità educativa

Sezione intitolata “2. Strategia e obiettivi: un’IA al servizio della qualità educativa”

La strategia del MIM mira a governare l’introduzione dell’IA come leva per la competitività del sistema educativo e la qualità dell’offerta formativa, promuovendo equità e consapevolezza.12 Gli obiettivi operativi dichiarati includono:

  1. Conformità normativa e metodologia condivisa per le scuole autonome (D.P.R. 275/1999);
  2. Innovazione antropocentrica, sicura, affidabile, etica;
  3. Uso uniforme e valori europei a presidio dei diritti e delle libertà;
  4. Alfabetizzazione ai rischi e alle opportunità dell’IA per l’intera comunità scolastica.13

Tra le finalità concrete, si sottolineano: personalizzazione degli apprendimenti, inclusione, ottimizzazione dei processi interni, miglioramento dei servizi a studenti e famiglie, formazione continua del personale.14 La realizzazione di tali finalità è condizionata al rispetto delle pratiche vietate dall’AI Act (ad esempio, emotion recognition in contesti scolastici, salvo motivi medici o di sicurezza) e all’adesione a profili di rischio appropriati.1516


3. Il modello di introduzione: principi, requisiti, framework, governance

Sezione intitolata “3. Il modello di introduzione: principi, requisiti, framework, governance”

Le Linee guida strutturano l’azione in quattro pilastri interdipendenti:17

  • Principi di riferimento: centralità della persona, equità, innovazione responsabile, sostenibilità, tutela dei diritti, sicurezza dei sistemi;
  • Requisiti di base: profili etici, tecnici e normativi;
  • Framework di implementazione: modello operativo per l’intero ciclo di vita dei progetti;
  • Comunicazione e governance: allineamento tra scuole e Ministero, mappatura sperimentazioni, servizio digitale Unica.

L’adozione dell’IA deve preservare il ruolo dell’umano, promuovere pari opportunità, inclusione, trasparenza e explainability, garantire privacy by design e by default, e assicurare sicurezza e resilienza dei sistemi. La sostenibilità è intesa nelle sue tre dimensioni (sociale, economica, ambientale).18

  • Intervento e sorveglianza umana: presenza di controllo umano significativo in tutte le fasi, specialmente quando l’IA incide su opportunità educative o processi decisionali che riguardano gli studenti;19
  • Trasparenza e explainability: documentazione e comprensibilità del funzionamento dei sistemi; attenzione alle allucinazioni dei modelli generativi e alla verifica delle fonti;20
  • Equità e non discriminazione: prevenzione dei bias nei dataset e nei modelli, monitoraggio e correzione sistematica delle distorsioni;21
  • Ruoli e responsabilità: chiara attribuzione di compiti (dirigente, personale, stakeholder), accordi con i fornitori e presidi su trattamenti di dati eventualmente da questi eseguiti come responsabili.22
  • Certificazioni e conformità dei fornitori (es. ISO/IEC 27001; qualificazioni AgID per SaaS);
  • Gestione responsabile dei dati: minimizzazione, ambienti controllati, assenza di profilazione non necessaria, disattivazione di funzioni non indispensabili (cronologie, servizi accessori), Data Privacy Framework;
  • Diritto di non partecipazione all’addestramento con dati personali;
  • Equità algoritmica e trasparenza degli output.23

Il documento ribadisce la piena applicazione del GDPR lungo l’intero ciclo di vita dei sistemi di IA: liceità, limitazione delle finalità, minimizzazione, esattezza, limitazione della conservazione, integrità e riservatezza, con specifiche cautele per gli studenti minorenni.24 Sono evidenziati, tra gli adempimenti a carico del Titolare del trattamento (scuola):

  • Base giuridica chiara e conoscibile;
  • DPIA obbligatoria in caso di nuove tecnologie e trattamenti potenzialmente rischiosi; integrazione con FRIA (valutazione d’impatto sui diritti fondamentali) per i sistemi ad alto rischio;
  • Informative trasparenti (artt. 13–14 GDPR) con linguaggio comprensibile ai minori;
  • Nomina e istruzioni ai soggetti autorizzati e ai responsabili (art. 28 GDPR);
  • Misure tecnico-organizzative adeguate (art. 32 GDPR), privacy by design & by default;
  • Registro dei trattamenti (art. 30 GDPR) e data breach notification (artt. 33–34 GDPR).25

Una particolare attenzione è rivolta a age-gate e presidi per l’accesso ai servizi, specie infra-tredicenni, nonché alla gestione di dati sintetici e Privacy-Enhancing Technologies (PET) per ridurre i rischi.26


4. Classificazione del rischio e obblighi conseguenti

Sezione intitolata “4. Classificazione del rischio e obblighi conseguenti”

L’AI Act distingue tra sistemi ad alto rischio, a rischio limitato e a rischio minimo o nullo. In ambito scolastico, sono ad alto rischio i sistemi destinati a: determinare accesso o ammissione, assegnare a percorsi, valutare risultati dell’apprendimento, monitorare comportamenti durante le prove. Tali sistemi impongono obblighi rafforzati per fornitori e deployer (scuole), tra cui valutazioni di conformità, governance dei dati, formazione del personale e FRIA.27

I sistemi a rischio limitato comportano obblighi di trasparenza verso gli utenti (es. dichiarare l’interazione con un sistema di IA), mentre quelli a rischio minimo sono liberi da obblighi, fermo restando il ricorso a codici di condotta per promuovere buone pratiche.28


5. Il framework di implementazione: cinque fasi operative

Sezione intitolata “5. Il framework di implementazione: cinque fasi operative”

Le Linee guida propongono un approccio metodologico per introdurre l’IA in modo graduale, controllato e valutabile, articolato in cinque fasi.29

5.1 Definizione (progetto e approvazione iniziale)

Sezione intitolata “5.1 Definizione (progetto e approvazione iniziale)”
  • Analisi del contesto (maturità digitale, infrastrutture, competenze, processi);
  • Selezione dei casi d’uso in base a benefici, rischi, fattibilità e impatti;
  • Individuazione degli stakeholder interni/esterni e modalità di coinvolgimento;
  • Allineamento con il PTOF e approvazione negli organi collegiali.
    Il coinvolgimento partecipativo della comunità scolastica è considerato determinante.30
  • Piano di progetto (milestone, team, costi, monitoraggio);
  • Piano dei rischi con valutazione qualitativa e prioritizzazione (scala, portata, reversibilità, probabilità), coerente con la metodologia HUDERIA del Consiglio d’Europa;
  • Comunicazione e allineamento con stakeholder, rappresentanze, reti di scuole.31
  • Approccio graduale (pilota, estensione progressiva);
  • Piano di comunicazione per informare e coinvolgere;
  • Piano di formazione per personale e, ove pertinente, studenti, con moduli e metodologie diversificate (e‑learning, workshop, laboratori pratici).32

5.4 Monitoraggio (verifica e miglioramento continuo)

Sezione intitolata “5.4 Monitoraggio (verifica e miglioramento continuo)”
  • Monitoraggio gestionale dell’avanzamento;
  • Monitoraggio tecnico degli output (anomalie, risultati inattesi, violazioni);
  • Rivalutazione periodica dei rischi e feedback a fornitori e stakeholder;
  • Meccanismi interni di segnalazione e rendicontazione.33
  • Verifica del raggiungimento dei target;
  • Analisi delle lezioni apprese;
  • Documentazione e valorizzazione dei risultati;
  • Riconoscimento del team e diffusione delle buone pratiche in ottica di riuso.34

6. Aree di applicazione per ruoli e funzioni nella scuola secondaria

Sezione intitolata “6. Aree di applicazione per ruoli e funzioni nella scuola secondaria”

Le Linee guida offrono esempi d’uso contestualizzati per i diversi attori scolastici.35

  • Coerenza strategica e documentale: supporto nel monitoraggio di PTOF, RAV, Piano di Miglioramento, Atto di indirizzo, Programma annuale, Rendicontazione sociale, con evidenza di scostamenti e incongruenze;
  • Formazione: analisi dei fabbisogni e pianificazione delle iniziative;
  • Organizzazione: supporto alla formazione classi, distribuzione aule e orari nel rispetto delle norme di sicurezza;
  • Comunicazione: modulazione del tone of voice, personalizzazione dei messaggi per stakeholder differenti (studenti, famiglie, docenti, territorio).36
  • Front office digitale: chatbot per smistamento richieste (orari, iscrizioni, certificazioni), verifica documentale;
  • Comunicazioni periodiche: mailing automatizzato per scadenze ricorrenti;
  • Gestione beni mobili e inventario: analisi fabbisogni, ottimizzazione acquisti e sostituzioni.37
  • Personalizzazione didattica: adattamento di materiali e percorsi ai livelli di competenza e ai ritmi di apprendimento (con integrazione con PEI e PDP ove presenti);
  • Strumenti interattivi: simulazioni, giochi, mappe concettuali, riassunti, quiz;
  • Organizzazione di visite e attività extracurricolari: suggerimenti basati su interessi e feedback pregressi;
  • Rubriche di valutazione: supporto alla definizione dei descrittori;
  • Tutoraggio: sostegno ad attività cooperative con domande guida e stimoli al pensiero critico.
    Il ruolo docente resta centrale nel garantire uso etico e pedagogicamente fondato, in coerenza con linee nazionali (STEM, Educazione civica).38
  • Curiosità e motivazione: percorsi personalizzati e suggerimenti per approfondimenti;
  • Integrazione multidisciplinare: scomposizione di problemi complessi e connessioni tra discipline;
  • Accessibilità: supporto multilingue, trascrizioni automatiche, ambienti virtuali;
  • Autonomia: chatbot di supporto fuori dall’orario scolastico, sviluppo di problem solving;
  • Feedback immediati: spiegazioni e correzioni, in aggiunta al feedback strutturato del docente.
    Resta fermo il divieto di strumenti di sentiment analysis a fini educativi previsto dall’AI Act.39

7. Rischi, cautele e mitigazioni: un approccio gerarchico

Sezione intitolata “7. Rischi, cautele e mitigazioni: un approccio gerarchico”

L’introduzione dell’IA richiede valutazioni di rischio e misure di mitigazione secondo la gerarchia HUDERIA: prevenire, ridurre, ripristinare/compensare.40 Le azioni raccomandate includono:

  • Protezione dei dati: misure tecniche/organizzative, privacy by design/default, limiti chiari a accesso e uso dei dati, minimizzazione e PET;
  • Manutenzione programmata: aggiornamenti, monitoraggio reti, backup, test di compatibilità, formazione tecnica di base del personale;
  • Progettazione etica: auditing dei dataset, test di equità, monitoraggio continuo, ricorso a dati sintetici;
  • explainability: tecniche e metriche di interpretabilità, diritto alla spiegazione della logica decisionale;
  • Formazione continua: competenze per riconoscere e mitigare bias, uso responsabile dei genAI;
  • Sistemi ibridi: automazione delle routine, centralità della relazione educativa;
  • Interazione sociale: alternanza tra strumenti di IA e attività collaborative in presenza;
  • Dialogo e trasparenza: comunicazioni chiare e aggiornate a tutta la comunità scolastica.41

La governance prevede allineamento costante tra Ministero, USR e scuole, con monitoraggio delle iniziative e mappatura delle sperimentazioni tramite Unica, che offrirà: fruizione interattiva delle Linee guida, strumenti operativi per la compliance (es. checklist privacy), schede progetto per il censimento e la condivisione delle esperienze, oltre a una dashboard ministeriale per il controllo di conformità e audit a campione.42


9. Implicazioni operative per le scuole secondarie di secondo grado

Sezione intitolata “9. Implicazioni operative per le scuole secondarie di secondo grado”

Per gli istituti di scuola superiore, l’adozione consapevole dell’IA richiede un insieme integrato di scelte pedagogiche, organizzative e tecnico‑giuridiche:

  • Integrare l’IA nel curricolo digitale e nelle metodologie attive, con attenzione a STEM e Educazione civica (cittadinanza digitale), salvaguardando autenticità e originalità degli apprendimenti.43
  • Incorporare compiti autentici che sollecitino spiegazione, argomentazione, confronto di fonti e riflessione metacognitiva, per evitare sostituzioni improprie dei processi cognitivi con risposte generative.
  • Utilizzare strumenti di IA a supporto (e non in sostituzione) della valutazione formativa, mantenendo responsabilità e giudizio professionale al docente;
  • Evitare l’impiego di sistemi che, per finalità e impatto, ricadono nella categoria ad alto rischio (valutazione automatizzata, monitoraggio durante prove) se non nel pieno rispetto delle condizioni di legge, con DPIA+FRIA, sorveglianza umana e trasparenza.44
  • Redigere/aggiornare informative chiare per studenti e famiglie;
  • Applicare minimizzazione, anonimizzazione/pseudonimizzazione ove possibile, limitazione delle finalità;
  • Configurare le piattaforme in ambienti controllati con cronologie disattivate e no training sui dati della scuola;
  • Eseguire una DPIA per i progetti innovativi e, se ad alto rischio, integrare con FRIA;
  • Tenere il registro dei trattamenti e predisporre procedure data breach.45
  • Programmare formazione continua su IA generativa, explainability, etica e privacy per docenti e personale;
  • Sviluppare attività di alfabetizzazione all’IA per studenti, con attenzione a pensiero critico, valutazione delle fonti, uso responsabile e limiti dei modelli (allucinazioni, bias, tempi di aggiornamento).20,46
  • Preservare la centralità della relazione e l’interazione sociale tra pari e con i docenti;
  • Prevenire dipendenze strumentali o deleghe cognitive eccessive all’IA, bilanciando attività on‑line e in presenza;
  • Adottare pratiche inclusive per studenti con BES/DSA in coerenza con PEI/PDP, valutando attentamente i dati trattati e le misure di tutela.47
  • Selezionare fornitori con certificazioni e garanzie dimostrabili;
  • Stipulare atti ex art. 28 GDPR per i responsabili del trattamento, con clausole su luogo del trattamento, sub‑processor, diritti di audit, sicurezza, divieto di profilazione non necessaria, no training;
  • Pianificare manutenzione, backup, log e monitoraggio degli accessi.48

10. Verso una “IA scolastica affidabile”: prospettive e condizioni di successo

Sezione intitolata “10. Verso una “IA scolastica affidabile”: prospettive e condizioni di successo”

La riuscita dell’integrazione dell’IA nella scuola superiore dipende da condizioni abilitanti:

  1. Leadership educativa dei dirigenti e comunità professionali dei docenti orientate alla ricerca‑azione;
  2. Progettazione partecipata con studenti e famiglie, in quadro di trasparenza;
  3. Formazione continua e supporto tra pari (reti di scuole, comunità di pratica);
  4. Monitoraggio e valutazione con indicatori condivisi (es. equità, impatto sugli apprendimenti, inclusione, benessere digitale);
  5. Compliance by design: DPIA/FRIA, misure di sicurezza, gestione dei diritti degli interessati;
  6. Documentazione e disseminazione tramite Unica, per favorire il riuso e il miglioramento incrementale.49

Una IA scolastica affidabile è, in definitiva, quella che eleva la qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento senza sostituire la professionalità docente, che rispetta i diritti fondamentali e che riduce – non aumenta – le disuguaglianze. L’“intelligenza” dei sistemi deve restare al servizio dell’intelligenza educativa.


11. Esempi pratici per docenti della scuola secondaria di secondo grado

Sezione intitolata “11. Esempi pratici per docenti della scuola secondaria di secondo grado”

La sezione che segue propone scenari concreti, trasferibili e conformi alle Linee guida, con particolare attenzione a privacy, sorveglianza umana e equità. Per ciascun esempio sono indicati obiettivi, procedura, impostazioni di tutela, valutazione e riferimenti ai paragrafi rilevanti del documento ministeriale (tra parentesi i rimandi alle note già presenti).

Avvertenza generale: ove si impieghino piattaforme di IA esterne alla scuola, occorre verificare informative, basi giuridiche, configurazioni privacy, disattivare la cronologia ove non necessaria, impedire l’uso per training e non inserire dati personali identificativi degli studenti, in conformità a 3.2 e 3.3 (requisiti tecnici e normativi).23,25,45

11.1 Personalizzazione dell’apprendimento (Italiano e Scienze umane)

Sezione intitolata “11.1 Personalizzazione dell’apprendimento (Italiano e Scienze umane)”
  • Esempio 1 — Letture differenziate con supporto metacognitivo

    • Obiettivo: offrire tre versioni graduate di un medesimo brano (lessico semplificato, medio, avanzato) con domande metacognitive.
    • Procedura: il docente seleziona un testo di narrativa o saggistica e richiede al sistema di IA tre parafrasi controllate, accompagnate da domande di riflessione (es. “Che strategia hai usato per comprendere questo paragrafo?”).
    • Tutela: nessun dato personale; usare account docente in ambiente controllato; salvare i materiali su repository d’istituto.
    • Valutazione: rubrica su comprensione, uso di strategie e autovalutazione; feedback orale del docente.
    • Riferimenti: personalizzazione e strumenti interattivi (4.2 Docenti), trasparenza e sorveglianza umana (3.1), privacy by design (3.3).38,19,25
  • Esempio 2 — Schede “ponte” per studenti NAI

    • Obiettivo: costruire schede bilingui con glossari visuali per studenti neoarrivati in Italia.
    • Procedura: il docente fornisce parole‑chiave disciplinari; l’IA genera definizioni semplificate e esempi illustrati; verifica docente; stampa o LMS.
    • Tutela: non inserire nomi/biografie; preferire immagini generate senza dati reali; controllare bias culturali.
    • Valutazione: checklist di acquisizione lessicale e uso contestuale.
    • Riferimenti: equità e inclusione (2), criteri anti‑discriminazione (3.1), gestione responsabile dei dati (3.2).18,21,23
  • Esempio 3 — Generatore di varianti isomorfe di problemi

    • Obiettivo: fornire serie di esercizi “equivalenti” con passaggi risolutivi spiegati.
    • Procedura: il docente inserisce un problema tipo; l’IA produce 5 varianti modificando numeri e contesto; il docente verifica la correttezza e pubblica su LMS.
    • Tutela: nessun dato personale; indicare agli studenti che non devono incollare soluzioni su servizi esterni; usare l’istanza scolastica.
    • Valutazione: consegna di taccuino di calcolo con ragionamento; valutazione del processo, non solo del risultato.
    • Riferimenti: sorveglianza umana e explainability (3.1), strumenti per esercitazione (4.2 Docenti).19,38
  • Esempio 4 — Laboratorio virtuale di Fisica (simulazioni)

    • Obiettivo: indagare relazioni (p. es. moto uniformemente accelerato) con parametri controllati.
    • Procedura: uso di ambienti con IA per guidare ipotesi, esecuzione di simulazioni, registrazione dati, confronto con modelli.
    • Tutela: profili anonimizzati su piattaforme esterne; consenso informativo generico per attività digitali.
    • Valutazione: report con grafici, discussione errori e riflessione su limitazioni della simulazione.
    • Riferimenti: innovazione responsabile (2), monitoraggio output e anomalie (4.1 Monitoraggio).18,33
  • Esempio 5 — “Spiega come a un compagno”: sintesi e domande Socratiche

    • Obiettivo: consolidare concetti complessi (es. trascrizione/traduzione del DNA) con spiegazioni progressive.
    • Procedura: l’IA genera spiegazioni a tre livelli (base/intermedio/avanzato) e domande socratiche; il docente seleziona e integra.
    • Tutela: nessun dato personale; conservazione su LMS.
    • Valutazione: breve colloquio su consapevolezza degli errori e limiti delle spiegazioni.
    • Riferimenti: trasparenza, allucinazioni e controllo umano (3.1), didattica attiva (4.2 Docenti).20,38
  • Esempio 6 — Analisi critica di immagini scientifiche

    • Obiettivo: distinguere immagini microscopiche reali da immagini sintetiche.
    • Procedura: il docente prepara un set misto; l’IA e gli studenti etichettano e argomentano; confronto con fonti.
    • Tutela: immagini prive di metadati sensibili; citazioni corrette.
    • Valutazione: rubrica sulla qualità dell’argomentazione e uso di evidenze.
    • Riferimenti: cittadinanza digitale e valutazione delle fonti (4.2 Studenti), DigComp richiamato (4.2).39
  • Esempio 7 — Feedback scritto multilivello

    • Obiettivo: migliorare coerenza, coesione e registro nei testi in L2.
    • Procedura: l’IA propone tre revisioni: (a) correzione micro (ortografia/grammatica), (b) coerenza e connettivi, (c) registro; il docente approva o modifica.
    • Tutela: elaborati pseudonimizzati; no caricamenti su servizi pubblici.
    • Valutazione: confronto bozza–revisioni; autovalutazione guidata.
    • Riferimenti: feedback immediato e ruolo non sostitutivo (4.2 Studenti; 3.1).39,19
  • Esempio 8 — CLIL con scaffolding generativo

    • Obiettivo: supportare l’apprendimento di contenuti non linguistici in L2 con materiali ponte (glossari, organizer grafici).
    • Procedura: il docente chiede all’IA outline, glossari con immagini, quiz; verifica e adatta al livello.
    • Tutela: evitare dati identificativi; repository d’istituto.
    • Valutazione: verifica contenutistica e linguistica con rubriche.
    • Riferimenti: personalizzazione e strumenti interattivi (4.2 Docenti), equità (2).38,18
  • Esempio 9 — Dialogo critico con “persona storica simulata”

    • Obiettivo: esercitare il pensiero critico distinguendo ricostruzione plausibile da invenzione.
    • Procedura: l’IA simula un autore (con disclaimer sulla finzione); gli studenti pongono domande; il docente guida la verifica con fonti.
    • Tutela: piattaforma chiusa; divieto di caricare dati personali.
    • Valutazione: rubriche su uso di fonti, confutazione e correttezza storica.
    • Riferimenti: trasparenza sull’interazione con IA (1.2; art. 50 AI Act richiamato), educazione alle fonti (4.2 Studenti).28,39
  • Esempio 10 — Analisi di casi giuridici con explainability

    • Obiettivo: allenare ragionamento giuridico e explainability delle soluzioni.
    • Procedura: l’IA propone argomentazioni pro/contro su un caso; gli studenti valutano coerenza normativa e principi; il docente integra.
    • Tutela: casi fittizi; nessun dato sensibile reale.
    • Valutazione: griglia su interpretazione, applicazione norme, chiarezza argomentativa.
    • Riferimenti: diritto alla spiegazione della logica (4.3), sorveglianza umana (3.1).41,19
  • Esempio 11 — Pair programming con IA come “copilota”

    • Obiettivo: sviluppare abilità di debugging e comprensione del codice.
    • Procedura: l’IA propone suggerimenti; gli studenti devono giustificarne l’accettazione o il rifiuto; il docente verifica.
    • Tutela: repository locale; no codice proprietario esterno.
    • Valutazione: relazione su decisioni di design e sicurezza.
    • Riferimenti: sistemi ibridi (4.3), sicurezza e misure tecniche (3.3).41,25
  • Esempio 12 — Data literacy e bias

    • Obiettivo: riconoscere bias nei dataset (es. squilibri di classe, proxy sensibili).
    • Procedura: l’IA aiuta a profilare un dataset sintetico; gli studenti propongono mitigazioni (bilanciamento, metriche di equità).
    • Tutela: dati sintetici; nessun dato reale.
    • Valutazione: rubriche su diagnosi del bias e strategie di correzione.
    • Riferimenti: bias e non discriminazione (3.1), dati sintetici e PET (3.3).21,26
  • Esempio 13 — Moodboard generativi con citazioni corrette

    • Obiettivo: creare moodboard ispirazionali con attribuzioni e diritti rispettati.
    • Procedura: l’IA genera varianti stilistiche; gli studenti documentano prompt, fonti e licenze; il docente verifica.
    • Tutela: attenzione a copyright e licenze; uso di contenuti liberi.
    • Valutazione: rubrica su processo creativo, citazioni e coerenza.
    • Riferimenti: innovazione responsabile (2), trasparenza e documentazione (3.1).18,20
  • Esempio 14 — Ear training assistito

    • Obiettivo: riconoscere intervalli e progressioni con feedback immediato.
    • Procedura: l’IA genera sequenze; gli studenti rispondono e ricevono feedback; il docente personalizza i livelli.
    • Tutela: profili anonimi; nessun dato sensibile.
    • Valutazione: tracking dei progressi e prova pratica.
    • Riferimenti: feedback immediato (4.2 Studenti), equità dei sistemi (3.2).39,23
  • Esempio 15 — “Comitato etico” sull’adozione di un chatbot scolastico

    • Obiettivo: sviluppare consapevolezza di rischi/benefici e requisiti (trasparenza, sorveglianza, data protection).
    • Procedura: simulazione di valutazione d’impatto: identificazione finalità, rischi, misure; presentazione al “consiglio d’istituto” (simulato).
    • Tutela: nessun dato reale; materiali fittizi.
    • Valutazione: rubrica su analisi rischi, mitigazioni e comunicazione.
    • Riferimenti: DPIA/FRIA (3.3), comunicazione e governance (5).25,42
  • Esempio 16 — Fact‑checking assistito

    • Obiettivo: potenziare la valutazione delle fonti e la verifica delle affermazioni.
    • Procedura: l’IA propone ipotesi e fonti candidate; gli studenti verificano su fonti istituzionali; il docente supervisiona.
    • Tutela: citazioni corrette; evitare dati personali.
    • Valutazione: griglia su criteri di attendibilità e rigore del fact‑checking.
    • Riferimenti: DigComp (4.2 Studenti), trasparenza (3.1).39,20
  • Esempio 17 — Lettura assistita e trascrizione

    • Obiettivo: migliorare accessibilità mediante sintesi vocale e trascrizione automatica.
    • Procedura: uso di Immersive Reader e speech‑to‑text per lezioni e materiali; personalizzazione del ritmo.
    • Tutela: no registrazioni non autorizzate; policy d’istituto; informativa a famiglie.
    • Valutazione: diari di auto‑monitoraggio; colloqui individuali.
    • Riferimenti: privacy by design (3.3), equità (2), personalizzazione (4.2 Docenti).25,18,38
  • Esempio 18 — Mappe concettuali generate e validate

    • Obiettivo: sostenere l’organizzazione cognitiva; rendere visibile la struttura dei concetti.
    • Procedura: l’IA genera una bozza di mappa; gli studenti la correggono e annotano; il docente valuta coerenza.
    • Tutela: nessun dato personale; salvataggio locale.
    • Valutazione: rubrica su completezza, gerarchia e relazioni.
    • Riferimenti: strumenti interattivi (4.2 Docenti), explainability (3.1).38,20
  • Esempio 19 — Rubriche di valutazione co‑generate

    • Obiettivo: rendere espliciti i criteri valutativi.
    • Procedura: il docente fornisce obiettivi e livelli; l’IA suggerisce descrittori; il docente rifinisce e condivide con la classe.
    • Tutela: nessun dato personale; repository d’istituto.
    • Valutazione: coerenza tra descrittori e evidenze prodotte.
    • Riferimenti: trasparenza e sorveglianza umana (3.1), focus docenti (4.2).20,38
  • Esempio 20 — Compiti autentici “tracciabili”

    • Obiettivo: limitare la sostituzione impropria con strumenti generativi.
    • Procedura: task che richiedono dati locali, esperimenti, interviste, riflessioni personali; l’IA è ammessa solo per bozze, da documentare.
    • Tutela: anonimizzazione dei soggetti intervistati; consenso informato quando serve.
    • Valutazione: rubriche che premiano processo, tracce e citazioni.
    • Riferimenti: ruolo insostituibile del docente e responsabilità (3.1), educazione alla consapevolezza (4.4).19,46
  • Esempio 21 — Pianificazione di unità didattiche e tempi d’aula

    • Obiettivo: ottimizzare la sequenza delle attività con suggerimenti sull’andamento (attivazione–scoperta–consolidamento–valutazione).
    • Procedura: l’IA propone uno scheletro di UDA; il docente adatta obiettivi, attività, verifiche; collega a PTOF.
    • Tutela: nessun dato personale; salvataggio su sistema d’istituto.
    • Valutazione: confronto ex‑post tra piano e pratica; “lezioni apprese”.
    • Riferimenti: framework in cinque fasi (4.1), valorizzazione risultati (4.1 Conclusione).29,34
  • Esempio 22 — Co‑progettazione interdisciplinare

    • Obiettivo: favorire interdisciplinarità (es. Matematica–Storia: statistica delle migrazioni).
    • Procedura: l’IA suggerisce compiti di realtà e rubriche comuni; i docenti validano; predisposizione rubriche integrate.
    • Tutela: nessun dato personale; documentazione condivisa.
    • Valutazione: valutazione multidimensionale con rubriche incrociate.
    • Riferimenti: governance partecipata (4.1 Definizione–Pianificazione).30,31
  • Esempio 23 — Simulazioni guidate della prova scritta

    • Obiettivo: esercitare strategie di lettura e scrittura in tempi vincolati.
    • Procedura: l’IA genera varianti di tracce simili alle prove ufficiali; il docente seleziona; tempi e vincoli reali.
    • Tutela: nessun dato personale; archivio interno.
    • Valutazione: doppia correzione (docente e auto‑valutazione con rubrica).
    • Riferimenti: sistemi ad alto rischio (monitoraggio durante prove) non utilizzati; sorveglianza umana (3.1).27,19
  • Esempio 24 — Orali strutturati con domande a gradiente

    • Obiettivo: allenare argomentazione e padronanza lessicale.
    • Procedura: l’IA propone batterie di domande a difficoltà crescente; il docente sceglie e adatta; studenti preparano schede di risposta.
    • Tutela: nessun dato personale; svolgimento in aula.
    • Valutazione: rubriche per chiarezza, accuratezza, uso di fonti.
    • Riferimenti: explainability e controllo (3.1), strumenti per studenti (4.2).20,39

Le Linee guida MIM forniscono alle istituzioni scolastiche un quadro organico per introdurre l’IA in modo responsabile e sostenibile. Per le scuole secondarie di secondo grado, ciò si traduce in scelte curricolari e organizzative ponderate, in una governance capace di coniugare innovazione e tutela, e in una professionalità docente ancora più consapevole nel guidare gli studenti a comprendere, valutare e co‑creare con gli strumenti di IA. L’adozione graduale, valutata e documentata, insieme a formazione, trasparenza e inclusione, rappresenta la via maestra per trasformare le potenzialità dell’IA in valore educativo concreto.


Appendice A — Checklist sintetica per progetti di IA a scuola

Sezione intitolata “Appendice A — Checklist sintetica per progetti di IA a scuola”
  1. Allineamento strategico: coerenza con PTOF, Atto di indirizzo, RAV.
  2. Caso d’uso: finalità, benefici attesi, destinatari, impatti didattici/organizzativi.
  3. Valutazione dei rischi: classificazione AI Act, bias, privacy, sicurezza, impatti su diritti.
  4. Compliance: base giuridica; DPIA (e FRIA se alto rischio); informative; registro trattamenti.
  5. Dati: minimizzazione; no dati non necessari; configurazioni no‑history/no‑training; PET/dati sintetici quando possibile.
  6. Fornitore: certificazioni; art. 28 GDPR; sicurezza; luogo del trattamento; auditing.
  7. Sorveglianza umana: ruoli/ responsabilità; procedure di controllo degli output; canali di segnalazione.
  8. Formazione: personale e studenti; materiali di supporto; policy d’uso.
  9. Monitoraggio: metriche di efficacia/equità; gestione incidenti; revisione periodica.
  10. Documentazione: lezioni apprese; disseminazione su Unica; riuso e scaling.

Riferimenti (rinvii ai paragrafi delle Linee guida)

Sezione intitolata “Riferimenti (rinvii ai paragrafi delle Linee guida)”
  1. Premessa (pp. 3–4): contesto, fonti normative e strategiche di riferimento. ↩

  2. 1. Il ruolo dell’IA nella Scuola (pp. 4–7): visione e potenzialità con cautele; approccio antropocentrico. ↩

  3. 1.1 Strategia e obiettivi del MIM (pp. 4–6): finalità, pratiche vietate, responsabilità del deployer. ↩

  4. Premessa (p. 3): AI Act UE; Convenzione Consiglio d’Europa (05/09/2024); documenti della Commissione europea; Strategia nazionale 2024–2026; DDL n. 1146/2024. ↩

  5. 1.1 (pp. 5–6) e 1.2 (p. 7): classificazione rischio; obblighi deployer/fornitori; Considerando 56 AI Act. ↩

  6. 1.1 (pp. 5–6): pratiche vietate (art. 5 AI Act), incl. emotion recognition in contesti educativi. ↩

  7. 1. (p. 4, nota 2): UNESCO Recommendation on the Ethics of AI (2021). ↩

  8. Premessa e 3.3 (pp. 12–18): Ethical guidelines della Commissione europea per educatori; EDPS 2024. ↩

  9. 1.1 (p. 5) e Premessa (p. 3): Strategia italiana per l’IA 2024–2026; DDL nazionale in materia di IA. ↩

  10. 3.3 (pp. 12–20): GDPR; Codice Privacy; minori come soggetti vulnerabili; principi art. 5 GDPR. ↩

  11. 5. Comunicazione e governance (pp. 31–32): piattaforma Unica, mappatura progetti, dashboard, audit. ↩

  12. 1.1 (pp. 4–5): finalità strategiche (competitività, qualità, equità, consapevolezza). ↩

  13. 1.1 (p. 5): metodologia condivisa; conformità ad AI Act e protezione dati; promozione uso responsabile. ↩

  14. 1.1 (pp. 5–6): miglioramento apprendimenti; inclusione; ottimizzazione processi; qualità servizi; formazione. ↩

  15. 1.1 (pp. 5–6) e art. 5 AI Act richiamato: pratiche vietate e cautele per l’istruzione. ↩

  16. 1.1 (pp. 5–6) e 1.2 (p. 7): rischi e livelli (alto/limitato/minimo), obblighi; deployer e fornitori. ↩

  17. 1.2 (p. 7): i quattro pilastri alla base del modello di introduzione. ↩

  18. 2. Principi di riferimento (pp. 7–9): centralità persona, equità, innovazione responsabile, sostenibilità, diritti, sicurezza. ↩ ↩2 ↩3 ↩4 ↩5 ↩6

  19. 3.1 Requisiti etici (pp. 9–11): intervento e sorveglianza umana; governance interna; ruoli. ↩ ↩2 ↩3 ↩4 ↩5 ↩6 ↩7

  20. 3.1 (pp. 9–10): trasparenza e explainability; allucinazioni dei LLM; documentazione e auditabilità. ↩ ↩2 ↩3 ↩4 ↩5 ↩6 ↩7 ↩8

  21. 3.1 (p. 10): criteri anti-discriminazione; qualità dati; controllo bias. ↩ ↩2 ↩3

  22. 3.1 (pp. 10–11): ruoli, responsabilità; accordi con fornitori; art. 28 GDPR quando responsabili. ↩

  23. 3.2 Requisiti tecnici (pp. 11–12): certificazioni; gestione dati; diritto di non partecipazione; equità del sistema. ↩ ↩2 ↩3 ↩4

  24. 3.3 Requisiti normativi (pp. 12–20): principi GDPR; DPIA; FRIA; informative; misure di sicurezza. ↩

  25. 3.3 (pp. 14–20): base giuridica; DPIA/FRIA; informative; soggetti autorizzati; responsabili; art. 32; registro; data breach. ↩ ↩2 ↩3 ↩4 ↩5 ↩6

  26. 3.3 (pp. 14–16, 18–20): minori, age‑gate; PET; dati sintetici; trasferimenti extra SEE e garanzie. ↩ ↩2

  27. 1.1 (pp. 5–6) e Capo III AI Act richiamato: sistemi ad alto rischio in istruzione; obblighi per deployer. ↩ ↩2

  28. 1.2 (p. 7): rischio limitato (trasparenza) e rischio minimo (codici di condotta). ↩ ↩2

  29. 4.1 Istruzioni operative (pp. 21–25): approccio metodologico e cinque fasi. ↩ ↩2

  30. 4.1 – Definizione (pp. 22–23): analisi contesto, casi d’uso, stakeholder, PTOF; progettazione partecipata. ↩ ↩2

  31. 4.1 – Pianificazione (pp. 23–24): piano progetto, rischio, HUDERIA, comunicazione con stakeholder. ↩ ↩2

  32. 4.1 – Adozione (p. 24): approccio graduale, piano comunicazione, formazione. ↩

  33. 4.1 – Monitoraggio (pp. 24–25): monitoraggio tecnico e gestionale, rivalutazione rischi, rendicontazione. ↩ ↩2

  34. 4.1 – Conclusione (p. 25): verifica, lezioni apprese, valorizzazione risultati, diffusione. ↩ ↩2

  35. 4.2 Focus aree di applicazione (pp. 25–28): esempi per ruoli. ↩

  36. 4.2 – Dirigente scolastico (pp. 25–26): monitoraggio documentale, formazione, orari, comunicazione. ↩

  37. 4.2 – Personale amministrativo (p. 26): chatbot richieste, comunicazioni, inventario. ↩

  38. 4.2 – Docenti (pp. 26–27): personalizzazione, strumenti interattivi, rubriche, tutoraggio; riferimenti a STEM ed Educazione civica. ↩ ↩2 ↩3 ↩4 ↩5 ↩6 ↩7 ↩8

  39. 4.2 – Studenti (pp. 27–28): personalizzazione, accessibilità, autonomia, feedback; divieto sentiment analysis. ↩ ↩2 ↩3 ↩4 ↩5 ↩6 ↩7

  40. 4.3 Mitigazione dei rischi (pp. 29–30): gerarchia HUDERIA, prevenzione-riduzione-ripristino. ↩

  41. 4.3 (pp. 29–30): protezione dati, manutenzione, progettazione etica, explainability, formazione, sistemi ibridi, interazione sociale, comunicazione. ↩ ↩2 ↩3

  42. 5. Comunicazione e governance (pp. 31–32): Unica, mappatura, strumenti operativi, dashboard, audit. ↩ ↩2

  43. 2 (pp. 7–9) e 4.2 (pp. 26–27): innovazione responsabile; integrazione con curricolo digitale e STEM. ↩

  44. 1.1 (pp. 5–6) e 3.1/3.3: alti rischi in valutazione e monitoraggio; sorveglianza umana; DPIA/FRIA. ↩

  45. 3.3 (pp. 12–20): GDPR e adempimenti; ambienti controllati; disattivazione cronologie; registro; breach. ↩ ↩2

  46. 4.1 – Adozione (p. 24) e 4.4 Consapevolezza (pp. 30–31): formazione di docenti e studenti; pensiero critico; alfabetizzazione. ↩ ↩2

  47. 4.2 – Docenti/Studenti (pp. 26–28): PEI/PDP; inclusione; cautele sui dati. ↩

  48. 3.2/3.3 (pp. 11–20): fornitori, art. 28 GDPR, sicurezza, trasferimenti; 4.3 manutenzione e audit. ↩

  49. 4.1–4.4 e 5 (pp. 21–32): condizioni di successo; governance; documentazione e disseminazione. ↩